Calcata: streghe ed artisti per un borgo senza tempo

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Il borgo di Calcata si trova nella zona della Tuscia, dove si dispiegano una porzione di scorci panoramici deliziosi, proprio nel cuore della provincia di Viterbo. Ho scelto di raggiungerlo con i mezzi pubblici da Roma: un decisione motivata dal fatto che il vero significato del viaggio, di qualunque viaggio si tratti, lo si scopra davvero soltanto “strada facendo“. Metropolitana prima, treno e autobus poi, sono stati preziosi per aiutarmi ad entrare mentalmente in una dimensione unica nel suo genere, che pochi angoli d’Italia sono capaci di offrire.

Così seduta sopra ad insolito trono di tufo, posizionato in una delle deliziose piazzette di questo luogo cosi suggestivo, sono pronta a raccontarti una delle scoperte più affascinanti  che abbia mai incontrato nel mio cammino. Inquietante ed emozionante al tempo stesso è stato scorgere quello sperone di tufo, che domina la valle del Treja e fa respirare l’anima nel silenzio che regna.

La storia di Calcata ha origini antiche. Presenza umana si è riscontrata già durante il periodo preistorico, tanto che città antiche importanti e interessanti necropoli etrusco-falische vengono identificate con le aree di Pizzo Piede, Monte Li Santi e Narce. Le prime notizie certe, però, sulla sua esistenza partono, dal 780 d.C. quando venne annessa nella Domusculta Capracorum, un possedimento di Papa Adriano I, secondo le indicazioni di un preciso documento papale. Seguirono altre coinvolgenti vicende, anche se è indubbio che il momento più significativo della sua storia, resti il rinvenimento di un prezioso reliquiario contenente il Sacro Prepuzio di Cristo, trafugato durante il Sacco di Roma, poi custodito nella Chiesa del SS. Nome di Gesù.
Oggi Calcata è inserito nei percorsi della Via Francigena e appartiene al Comprensorio della Via Armerina e Forre.
Ma perchè spingersi fino qui?
I motivi sono diversi.
La legge regionale del 1982 ha inserito il Parco Valle del Treja tra le bellezze naturalistiche della zona e da quel momento il turismo si è aperto anche ad escursionisti e appassionati dello sport e della vita all’aria aperta.

Ma c’è di più.

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Calcata, così come Triora, è conosciuto come il borgo delle streghe. Sembra, infatti, che nelle notti in cui soffia un vento forte e teso, tra i vicoli appena illuminati, si possa ascoltare un inquietante canto attribuito proprio alle streghe che qui vi abitano, secondo un’antica leggenda. Non stupisce, così, che in passato si siano celebrati riti magici, spinti dalla presenza, tra l’altro, dei resti del tempi falisco di Monte Li Santi.
Per questo trovarmi a Calcata è stata una esperienza oltre i confini del mondo reale, che ho vissuto con una strana energia e curiosità, presenti ad ogni mio passo.
Si penetra nel cuore del borgo medievale attraverso l’unica porta di pietra, che anticipa lo stile architettonico delle fortificazioni presenti. Da lì in poi è tutto un susseguirsi di saliscendi, di vicoli di pietra e di case che lasciano spazio a botteghe artigiane, che stemperano sfumature di ricordi passati e di misteri presenti.
La pace che qui puoi trovare ti sgorga dal cuore e può essere davvero il luogo ideale per dare fiato a quelle passioni, che spesso soffochiamo nel caos del quotidiano.
Deve essere stato questo il pensiero che ha animato la creatività di molti artisti in vari campi conoscitivi. Roberto Ciotti, musicista, ha scelto questa location per comporre le colonne sonore di Marrakech Express e Turnè indimenticabili pellicole di Gabriele Salvatores, diversi registi come Pasolini, Comencini e Monicelli l’hanno adottata come corniche per altri film di successo e Joyce, Saramago e Stendhal l’hanno fatta rivivere più e più volte tra le righe di alcuni romanzi.

E’ un borgo mistico, spirituale, di solari emozioni e lunatiche tentazioni, che, così semplicemente, tra il sacro e il profano alterna la sua ineguagliabile bellezza.